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"Stupro ai danni dei centri storici": cosa vuole fare Urso

17 maggio
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3mil

Il ministro Adolfo Urso annuncia una norma per fare diventare gli spazi esterni di bar e ristoranti parte integrante del decoro urbano e scatena la reazione di Codacons. “Uno stupro ai danni dei centri storici” è la definizione senza misure dell’associazione dei consumatori alla proposta sui dehors da inserire nel Ddl Concorrenza, che il responsabile del dicastero delle Imprese sta discutendo con l’Anci.

La proposta sui dehors nel Ddl Concorrenza

“Stiamo elaborando, all’interno del disegno di legge sulla concorrenza, un provvedimento per rendere strutturali i tavolini all’aperto, i dehors, così che siano anche un elemento di decoro urbano” ha annunciato Adolfo Urso, a margine dell’evento di Fipe alla Camera ‘Giornata della ristorazione’.

“Su questo provvedimento – ha spiegato il ministro – ci stiamo confrontando con le associazioni settoriali e ovviamente anche con l’Anci, quindi con i Comuni. Pensiamo che possa essere un’occasione per rendere la ristorazione ancora più funzionale alla socialità e a quel decoro urbano che nei centri storici va sempre più affermato”.

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Sulla norma allo studio l’Associazione dei comuni italiani si dimostra aperta, ma a determinate condizioni. “Attendiamo di conoscere tutti i dettagli della proposta del ministro Urso e speriamo che questa sia la volta buona” ha dichiarato in merito il primo cittadino di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

“È importante – ha aggiunto il sindaco – che il ministro si confronti con l’Anci e ascolti le richieste dei Comuni per avere regole certe che facilitino gli uffici nel loro lavoro. Non c’è dubbio che tavolini all’aperto e dehors, soprattutto dopo il Covid, abbiano sostenuto la ripresa economica e sociale nelle città, ma sono necessarie regole chiare per sostenere le attività economiche evitando le occupazioni selvagge”.

La reazione di Codacons

Non tutti i Comuni sembrerebbero però accogliere di buon grado la proposta: “Assurdo e inaccettabile che il ministro Urso e il governo centrale decidano unilateralmente per le amministrazioni locali” ha comunicato in una nota l’assessora alle Attività produttive di Roma Capitale, Monica Lucarelli.

“La decisione di mantenere i dehors risultanti dalla pandemia senza tener conto delle specificità locali – ha dichiarato – è un evidente segno di arroganza e disinteresse da parte del governo centrale”.

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“A Roma, abbiamo lavorato instancabilmente a un nuovo regolamento considerando le diverse peculiarità urbanistiche della città” ha spiegato ancora Lucarelli, ricordando come il Comune di Roma abbia “studiato attentamente i vari tessuti urbanistici, riconoscendo che ciò che è appropriato, per esempio, nel sito Unesco o nella città storica con tessuti medievali o rinascimentali potrebbe non essere adeguato in un contesto novecentesco”.

“Ribadiamo che è essenziale rispettare le varie esigenze dei cittadini e degli imprenditori, e questa decisione unilaterale del governo centrale è un affronto alla democrazia locale e al principio di sussidiarietà – ha concluso l’assessora – Non permetteremo che il nostro lavoro di pianificazione urbana venga ignorato e calpestato dall’alto”.

Senza appello, anche la bocciatura di Codacons: “Uno stupro ai danni dei centri storici e delle città e un immenso regalo a bar e ristoranti sulla pelle dei cittadini” ha dichiarato il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, sottolineando come non ci siano più i presupposti dell’emergenza Covid per adottare questo provvedimento.

“Dehors, ombrelloni, pedane, tavoli e sedie installati su strade e piazze arrecano un enorme danno ai cittadini, che vengono privati di spazi pubblici e costretti a camminare facendo lo slalom tra le strutture piazzate da bar e ristoranti – sostiene Codacons– Un caos che danneggia anche il decoro urbano e il turismo, rovinando l’immagine delle nostre città agli occhi dei visitatori stranieri. Senza contare l’abusivismo e l’assenza di controlli, che porta spesso all’occupazione di più spazio pubblico rispetto a quello consentito dai regolamenti locali”.

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“Stiamo elaborando, all’interno del disegno di legge sulla concorrenza, un provvedimento per rendere strutturali i tavolini all’aperto, i dehors, così che siano anche un elemento di decoro urbano” ha annunciato Adolfo Urso, a margine dell’evento di Fipe alla Camera ‘Giornata della ristorazione’.

“Su questo provvedimento – ha spiegato il ministro – ci stiamo confrontando con le associazioni settoriali e ovviamente anche con l’Anci, quindi con i Comuni. Pensiamo che possa essere un’occasione per rendere la ristorazione ancora più funzionale alla socialità e a quel decoro urbano che nei centri storici va sempre più affermato”.

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“È importante – ha aggiunto il sindaco – che il ministro si confronti con l’Anci e ascolti le richieste dei Comuni per avere regole certe che facilitino gli uffici nel loro lavoro. Non c’è dubbio che tavolini all’aperto e dehors, soprattutto dopo il Covid, abbiano sostenuto la ripresa economica e sociale nelle città, ma sono necessarie regole chiare per sostenere le attività economiche evitando le occupazioni selvagge”.

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“Ribadiamo che è essenziale rispettare le varie esigenze dei cittadini e degli imprenditori, e questa decisione unilaterale del governo centrale è un affronto alla democrazia locale e al principio di sussidiarietà – ha concluso l’assessora – Non permetteremo che il nostro lavoro di pianificazione urbana venga ignorato e calpestato dall’alto”.

Senza appello, anche la bocciatura di Codacons: “Uno stupro ai danni dei centri storici e delle città e un immenso regalo a bar e ristoranti sulla pelle dei cittadini” ha dichiarato il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, sottolineando come non ci siano più i presupposti dell’emergenza Covid per adottare questo provvedimento.

“Dehors, ombrelloni, pedane, tavoli e sedie installati su strade e piazze arrecano un enorme danno ai cittadini, che vengono privati di spazi pubblici e costretti a camminare facendo lo slalom tra le strutture piazzate da bar e ristoranti – sostiene Codacons– Un caos che danneggia anche il decoro urbano e il turismo, rovinando l’immagine delle nostre città agli occhi dei visitatori stranieri. Senza contare l’abusivismo e l’assenza di controlli, che porta spesso all’occupazione di più spazio pubblico rispetto a quello consentito dai regolamenti locali”.

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