Progetti speciali

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03 ottobre
933
4mil

I buchi neri sono gli oggetti cosmici più misteriosi e affascinanti di tutti – sempre che li si possa chiamare oggetti. Sono ancora moltissime le cose che ignoriamo su quello che succede quando un buco nero si espande, o inghiotte stelle e pianeti. E approfondire queste ipotesi risulta difficile. Fortunatamente abbiamo a nostra disposizione strumenti all’avanguardia e telescopi di ultima generazione, che ci rimandano immagini molto belle, e da cui gli scienziati possono imparare molto. È il caso del buco nero più veloce del mondo.

La scoperta degli scienziati Gli astronomi ritengono di aver scoperto il buco nero con la crescita più rapida degli ultimi 9 miliardi di anni – quindi possiamo dire della storia. Secondo le stime, quest’oggetto cosmico supermassiccio consuma l’equivalente di una Terra al secondo e ha la massa di 3 miliardi di Soli. Gli scienziati lo hanno individuato nelle vastità del cielo usando lo SkyMapper Southern Sky Survey – un telescopio di 1,3 metri a Coonabarabran, nel Nuovo Galles del Sud, in Australia. In particolare, hanno scoperto un quasar estremamente brillante, cioè un oggetto luminoso alimentato da un buco nero supermassiccio.

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19 ago
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4mil

Il buco nero più veloce del mondo L’oggetto – che è stato chiamato J114447,77-430859,3, o J1144 per gli amici – è 7mila volte più luminoso di tutta la luce della Via Lattea. La luce che vediamo da questo buco nero in crescita ha viaggiato fino a noi per circa 7 miliardi di anni. Per aiutarci a comprendere: si stima che il Big Bang sia avvenuto 13,8 miliardi di anni fa. Questo fa di J1144 il quasar più luminoso degli ultimi 9 miliardi di anni di storia cosmica – decisamente molto vecchio, anche se non come questo misterioso antenato dei buchi neri, scovato da Hubble. Esistono altri buchi neri di dimensioni simili, "ma tutti tendono a essere ‘nati’ molto prima nella storia dell’universo, quando le fusioni tra galassie erano molto più comuni", ha spiegato Christopher Onken, ricercatore dell’Università Nazionale Australiana. La ragione dell’insolita luminosità di J1144 non è ancora chiara. "Forse due grandi galassie si sono scontrate e hanno convogliato molto gas verso il buco nero", ha spiegato ancora Onken.

I ricercatori hanno iniziato a cercare questi buchi neri in crescita fin dai primi anni ’60: da allora, ne sono stati scoperti circa 880mila, che sono poi stati catalogati. "Il fatto che qualcosa di così luminoso sia sfuggito alle numerose ricerche condotte nel corso degli anni è davvero notevole", ha detto Onken. Il motivo per cui J1144 sia sfuggito alle lenti dei telescopi spaziali per così tanto tempo potrebbe essere in parte legato alla sua posizione nel cielo notturno. Storicamente, infatti, i ricercatori hanno sempre evitato di guardare molto vicino al piano della Via Lattea, perché ci sono così tante stelle, e così tanti contaminanti, che sarebbe molto difficile trovare qualcosa di più distante, che verrebbe oscurato. I buchi neri non sono visibili – la loro gravità è così grande che nemmeno la luce può sfuggirgli – ma li si può osservare con la materia che vortica intorno a loro.

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19 ago
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